Proposta per limitare YouTube da parte di Mediaset

Settembre 11, 2008

La seguente è la mail che ho inviato al Deputato Luca Barbareschi agli indirizzi barbareschi_l [at] camera.it e luca [at] lucabarbareschi.it.

Egr. Deputato Luca Barbareschi,
chi Le scrive è Alberto De Bortoli, dottore in Scienze Informatiche, che assieme altri colleghi del ramo e non, ha deciso di scriverLe questa mail con la seria speranza che la possa leggere. La invito a non fraintendere questa mail, scambiarla per accuse nei Suoi confronti o cestinarla prima di averla visionata. Ci tengo inoltre a precisare che questa lettera non vuole avere alcun tipo di sfondo politico nonostante io stesso sia concorde con la linea di pensiero del Popolo della Libertà.
L’oggetto di ciò che si accinge a leggere riguarda la proposta per limitare YouTube da parte di Mediaset.
All’indirizzo web http://www.youtube.com/watch?v=hedoKIIQzaE è presente un video su sito YouTube che la ritrae mentre discute la questione in oggetto. Ripeto che non voglio criticarla in nessun senso, diversamente da come talvolta possono fare in maniera inadeguata certi blog o video in rete, ma soltanto esprimere il mio punto di vista che spero tenga in considerazioni per spunti futuri.
Non sono nuovi i tentativi di azioni legali nei confronti di imprese tecnologiche dell’economia della Silicon Valley. Come ben sa, Google rappresenta un colosso di indubbie dimensioni, tale da aver acquistato YouTube il 9 ottobre 2006 per cifra di 1,65 miliardi di dollari. Google è stata in passato oggetto di importanti cause legali, basti pensare a quella mossa da Privacy Rights Clearinghouse contro il servizio gratuito Gmail nel maggio 2004 o alla causa che Geico (Government Employees Insurance Co.) avanzò nello stesso anno accusando l’azienda di utilizzo illecito del loro marchio negli annunci pubblicitari. Battaglie legali tutte vinte da Google.
Ma la vicenda che dovrebbe interessare particolarmente per riflettere sull’oggetto della presente riguarda la causa che Twentieth Century Fox Film Corporation ha mosso a YouTube nel mese di ottobre 2007. Essa è molto simile a quella che ha intrapreso Mediaset. Twentieth Century Fox Film Corporation affermava che su YouTube erano presenti video caricati da utenti terzi che violavano il loro copyright. Questi video riportavano spezzoni delle note serie televisive in onda anche su Mediaset quali “I Simpsons” e “I Griffin”. La questione è molto delicata come può intendere: forse la vera denuncia sarebbe da destinare a coloro che, troppo numerosi, caricano determinati filmati sul portale.
L’azione che YouTube ha intrapreso è stata corretta almeno secondo il mio punto di vista: ha eliminato tutti i filmati che violavano determinati leggi sul copyright e annullato gli account degli utenti coinvolti.
Non voglio difendere i servizi gratuiti offerti da Google (come è stato oggetto di numerosi dibattiti oramai sopiti) esaltandone le caratteristiche benefiche dal punto di vista della libertà di conoscenza. YouTube è un servizio messo a disposizione degli internauti, esso non può controllare in maniera costante quale è il contenuto dei video presenti nel loro database e tanto meno si propone di farlo. È già grande cosa che impedisca la diffusione della pornografia.
Per tutti questi motivi trovo che la causa nei confronti di YouTube non abbia senso in quanto persa in partenza. Penso che l’azione più saggia che Mediaset possa intraprendere per tutelarsi è fare presente a YouTube che i filmati della rete televisiva italiana debbano essere cancellati perché violano diritti di copyright.
Perseverare per vie legali non porterà ad una vittoria, ma a solo una perdita per Mediaset più in termini economici che di immagine.
Purtroppo queste cause legali nei confronti di Google volevano far intendere la pretesa da parte dell’accusa di poter imporre che Internet era diversa e che doveva sottostare ai loro bisogni economico-aziendali. La storia insegna nel bene o nel male, che non è facile vincere una battaglia legale con dei colossi del genere come Google e YouTube (che appartiene a tutti gli effetti a Google), anche se Mediaset è mossa da motivazioni economiche e/o di immagine.
Lei ha dichiarato, riferendosi ai fondatori di Google Larry Page e Sergey Brin, che non è giusto che dei ragazzini diventino miliardari alle spalle di altre società. Su questo devo contraddirla, l’ultimo scopo della società Google Inc. è quella di fatturare, tant’è che nel corso degli anni si è più volte riconfermata come azienda anomala. Google Inc. si è sempre posta obiettivi inerenti al fornire maggiori servizi per gli internauti addirittura evitando fino all’ultimo la quotazione in borsa.
A seguito di queste mie, credo sensate, argomentazioni spero che siano nati in Lei spunti sui quali poter riflettere e analizzare la situazione da un altro punto di vista.

Cordiali saluti.
In fede.

Alberto De Bortoli (dott. Scienze Informatiche)
XXXXXXX XXXXXX XXXXXXX  (dott. Scienze Informatiche)
XXXXX XXXXXX XXXXXXXX (dott. Commercio Estero)
XXXXXX XXXXXXX (dott. Scienze Informatiche)
XXXXXXX XXXXXX (dott. ssa Psicologia del Lavoro)
XXXXXXX XXXXXXXXX (dott. Scienze della Comunicazione)
XXXX XXXXXXXXX (ing. Chimico)
XXXXXX XXXXXXXX (dott. Scienze Informatiche)


Misssssssssspancio dalle risate :D

Settembre 9, 2008

Io e il mio amicone Andrei, dopo una sera (martedì 9 settembre 2008) davanti alla tivù a guardare la Rai abbiamo voluto festeggiare una buona nuova che ci ha fatto molto piacere :D andando in birreria alle 0:20. Data l’ora ci volevano cacciare, ma siamo comunque riusciti a gustarci 2 ottime Warsteiner grandi e brindare alla nostra.

Buonanotttttttteeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!! :D :D:D:D:D:D:D:D


Corriere “SDA Express Courier” di merda

Settembre 4, 2008

Anno 2008.

29 agosto

compro su eBay un oggetto con la modalità di spedizione “posta prioritaria”.

3 settembre

ore 12.00: arriva il corriere SDA a casa per la consegna di un pacco. Rispondo al citofono e dico “scendo!”. Non faccio in tempo a scendere le scale (15 secondi?) che il corriere non mi ha aspettato ed è scappato. Quel figlio di troia. Ha lasciato il bigliettino “Destinatario assente”. Devo chiamare il numero unico 199-113366 dal giorno successivo al modico costo di 14,25 cent al minuto senza scatto alla risposta da fisso.

ore 12.30: vado sul sito SDA.it per cercare di ottenere informazioni. Sito irraggiungibile.

ore 13.00: mi accerto che il pacco sia stato mandato dal venditore eBay anche se è arrivato con il corriere (che richiede la firma) e non con la posta prioritaria. Il venditore mi dice giustamente:

“Ciao Alberto abbiamo cercato di fare il prima possibile così da soddisfarti con velocità e cortestia.
Contatta il numero e puoi anche concordare l’orario per la consegna se possibile.”

ore 13.50: ritorno sul sito insistentemente. “Internal Server Error”. Ok… oggi hanno problemi.


ore 15.00: sito SDA.it raggiungibile. Inutile e fatto coi piedi se permettete. Non mi aiuta per niente. Si è costretti a chiamare un numero telefonico per gli svincoli delle giacenze. Furbi…

Guardate cosa succede nella barra di stato del browser se dal sito www.sda.it si inserisce il codice per tracciare un pacco… WOW!

4 settembre

ore 9.00: chiamo il numero unico dal cellulare pensando di risparmiare un po’ sulla tariffa. Nessun operatore disponibile per 4 minuti. Costo 1,36 €.

ore 10.30: chiamo dal fisso ma la scelta dell’opzione non funziona. Sembra che non ricevano scelte numeriche dal mio bellissimo videofonino fisso. 2 minuti di chiamata.

ore 12.00: chiamo dal cordless riuscendo a scegliere l’opzione adeguata. Parlo con un fottuto operatore meridionale. “Devo richiedere lo svincolo di una giacenza” e lui… “dhoppo le quatthordichi pekké uggi siammu presi attardi” e io “…………(silenzio)”. Butto giù la cornetta.

ore 14.30: richiamo. Sto in attesa 4 minuti. Qualcuno sembra rispondere e butta subito giù. L’incazzatura sale.

ore 14.35: richiamo. Una stronza meridionale risponde. Spiego la situazione. Rimette in consegna il pacco per domani. Alla mia domanda “a che ora?” risponde “9 – 18 senza preavviso” e io… “cioè devo stare a casa tutto il giorno per un cazzo di corriere?”. Riaggancio. Speriamo domani arrivi…

ore 20.30: a cena spiego la vicenda mio papà. Lui esordisce con una geniale battuta: “E se il corriere arriva adesso?” e io… “a sta ora?” e lui… “è il corriere della sera!”. (…).

5 settembre

ore 12.40: arriva il corriere. Corro giù. Ci sono 2 magrebi, padre e figlio, vestiti da zingari. Quasi avevo paura ad aprire il cancello, ma vedo che il figlio ha il pacco in mano. Mi riservo parole. Mi fanno firmare. Ringraziano e il figlio (sfigatissimo) tiene il pacco in mano e saluta.

Io: “te lo vuoi tenere tu?” e lui… “ah sì.. scusa, tieni”.

Ma andate in mona tutti quanti voi di SDA!!!!!