La seguente è la mail che ho inviato al Deputato Luca Barbareschi agli indirizzi barbareschi_l [at] camera.it e luca [at] lucabarbareschi.it.
Egr. Deputato Luca Barbareschi,
chi Le scrive è Alberto De Bortoli, dottore in Scienze Informatiche, che assieme altri colleghi del ramo e non, ha deciso di scriverLe questa mail con la seria speranza che la possa leggere. La invito a non fraintendere questa mail, scambiarla per accuse nei Suoi confronti o cestinarla prima di averla visionata. Ci tengo inoltre a precisare che questa lettera non vuole avere alcun tipo di sfondo politico nonostante io stesso sia concorde con la linea di pensiero del Popolo della Libertà.
L’oggetto di ciò che si accinge a leggere riguarda la proposta per limitare YouTube da parte di Mediaset.
All’indirizzo web http://www.youtube.com/watch?v=hedoKIIQzaE è presente un video su sito YouTube che la ritrae mentre discute la questione in oggetto. Ripeto che non voglio criticarla in nessun senso, diversamente da come talvolta possono fare in maniera inadeguata certi blog o video in rete, ma soltanto esprimere il mio punto di vista che spero tenga in considerazioni per spunti futuri.
Non sono nuovi i tentativi di azioni legali nei confronti di imprese tecnologiche dell’economia della Silicon Valley. Come ben sa, Google rappresenta un colosso di indubbie dimensioni, tale da aver acquistato YouTube il 9 ottobre 2006 per cifra di 1,65 miliardi di dollari. Google è stata in passato oggetto di importanti cause legali, basti pensare a quella mossa da Privacy Rights Clearinghouse contro il servizio gratuito Gmail nel maggio 2004 o alla causa che Geico (Government Employees Insurance Co.) avanzò nello stesso anno accusando l’azienda di utilizzo illecito del loro marchio negli annunci pubblicitari. Battaglie legali tutte vinte da Google.
Ma la vicenda che dovrebbe interessare particolarmente per riflettere sull’oggetto della presente riguarda la causa che Twentieth Century Fox Film Corporation ha mosso a YouTube nel mese di ottobre 2007. Essa è molto simile a quella che ha intrapreso Mediaset. Twentieth Century Fox Film Corporation affermava che su YouTube erano presenti video caricati da utenti terzi che violavano il loro copyright. Questi video riportavano spezzoni delle note serie televisive in onda anche su Mediaset quali “I Simpsons” e “I Griffin”. La questione è molto delicata come può intendere: forse la vera denuncia sarebbe da destinare a coloro che, troppo numerosi, caricano determinati filmati sul portale.
L’azione che YouTube ha intrapreso è stata corretta almeno secondo il mio punto di vista: ha eliminato tutti i filmati che violavano determinati leggi sul copyright e annullato gli account degli utenti coinvolti.
Non voglio difendere i servizi gratuiti offerti da Google (come è stato oggetto di numerosi dibattiti oramai sopiti) esaltandone le caratteristiche benefiche dal punto di vista della libertà di conoscenza. YouTube è un servizio messo a disposizione degli internauti, esso non può controllare in maniera costante quale è il contenuto dei video presenti nel loro database e tanto meno si propone di farlo. È già grande cosa che impedisca la diffusione della pornografia.
Per tutti questi motivi trovo che la causa nei confronti di YouTube non abbia senso in quanto persa in partenza. Penso che l’azione più saggia che Mediaset possa intraprendere per tutelarsi è fare presente a YouTube che i filmati della rete televisiva italiana debbano essere cancellati perché violano diritti di copyright.
Perseverare per vie legali non porterà ad una vittoria, ma a solo una perdita per Mediaset più in termini economici che di immagine.
Purtroppo queste cause legali nei confronti di Google volevano far intendere la pretesa da parte dell’accusa di poter imporre che Internet era diversa e che doveva sottostare ai loro bisogni economico-aziendali. La storia insegna nel bene o nel male, che non è facile vincere una battaglia legale con dei colossi del genere come Google e YouTube (che appartiene a tutti gli effetti a Google), anche se Mediaset è mossa da motivazioni economiche e/o di immagine.
Lei ha dichiarato, riferendosi ai fondatori di Google Larry Page e Sergey Brin, che non è giusto che dei ragazzini diventino miliardari alle spalle di altre società. Su questo devo contraddirla, l’ultimo scopo della società Google Inc. è quella di fatturare, tant’è che nel corso degli anni si è più volte riconfermata come azienda anomala. Google Inc. si è sempre posta obiettivi inerenti al fornire maggiori servizi per gli internauti addirittura evitando fino all’ultimo la quotazione in borsa.
A seguito di queste mie, credo sensate, argomentazioni spero che siano nati in Lei spunti sui quali poter riflettere e analizzare la situazione da un altro punto di vista.
Cordiali saluti.
In fede.
Alberto De Bortoli (dott. Scienze Informatiche)
XXXXXXX XXXXXX XXXXXXX (dott. Scienze Informatiche)
XXXXX XXXXXX XXXXXXXX (dott. Commercio Estero)
XXXXXX XXXXXXX (dott. Scienze Informatiche)
XXXXXXX XXXXXX (dott. ssa Psicologia del Lavoro)
XXXXXXX XXXXXXXXX (dott. Scienze della Comunicazione)
XXXX XXXXXXXXX (ing. Chimico)
XXXXXX XXXXXXXX (dott. Scienze Informatiche)